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Lo Sport come strumento di integrazione sociale

Lo Sport come strumento di integrazione sociale

Inclusione sociale, pari opportunità, integrazione, recupero, educazione: tutto ciò è Sport.
Tutti capisaldi del mondo di oggi, sempre in cerca di nuovi stimoli e tentativi di migliorare la qualità sociale e psicologica della vita di tutti i giorni.
Lo Sport, per molto tempo, è stato considerato una valvola di sfogo, un divertimento, in alcuni casi lavoro.
Ma la bellezza di questa parola sta nella sua complessità.

Lo Sport salva la vita.
Lo sport salva la vita?

Lo sport come “Integratore” Sociale

La definizione di integrazione è: “L’insieme dei processi sociali e culturali che rendono l’individuo membro di una società.”
Rendere un individuo membro di una società. Sembra scontato ma, soprattutto al giorno d’oggi, non è così semplice da mettere in atto. Viviamo in un mondo che per sua natura – o meglio – per natura degli individui che lo compongono, tende a non metterci sullo stesso piano, e ad etichettarci in base alla nostra storia, al background culturale, a nostri problemi di natura personale.
è dagli anni ’50 che si studiano quali possano essere i canali migliori per trasmettere alla società i valori di uguaglianza, solidarietà, cooperazione.
L’incontro tra culture diverse, e la valorizzazione delle differenze che ne derivano sono temi fondamentali per la costruzione di un mondo giusto, rispettoso, e globalizzato.
Quale potrebbe essere la risposta ad una domanda sempre più crescente di organizzazione, inclusione e integrazione sociale?
Le risposte sono multipli, certo. Ma molte di queste, girano intorno alla nostra parola preferita: sport.

Lo Sport come strumento per l’integrazione sociale

Lo sviluppo della società attuale non può prescindere dal mettere l’attività sportiva al centro di un processo di sinergia sociale.
Ma la domanda che sorge spontanea è: lo sport, perché?
Quali sono i valori imprescindibili che così prepotentemente andrebbero insegnati a tutti, nessuno escluso?
Lo sport, va da sé, trasmette alcune lezioni di vita che, mascherate da attività divertenti e apparentemente “soltanto” fisiche, hanno il potere di attraversare tutti.
Mentre la mente negli anni diventa vittima di tutti quei costrutti sociali e culturali che spesso limitano il nostro giudizio e ci rendono ottusi, chiusi, e spesso sottolineano il “diverso”, il fisico rimane pur sempre materia.
Un corpo reagisce in maniera naturale adattandosi al contesto in cui è inserito, e ha il potere di “farci dimenticare” di tutte quelle sovrastrutture date dal pregiudizio e dai limiti mentali che spesso ci impediscono di includere il nostro vicino di banco, perché apparentemente antipatico.

Perché autistico. Perché di colore. O con gli occhi a mandorla. Perché femmina. Perché Effemminato. Quel bambino si veste in modo strano. O ascolta musica strana. Quella ragazza è grassa. Ha un taglio di capelli fuori moda. Sarà che la pensa diversamente da noi. O sarà che vota chi non ci piace. Mah, crede in Dio. Oppure, mah, crede in Buddha. Ha commesso un errore. Oppure, non ne commette mai.
Insomma, non ci facciamo caso, ma siamo costantemente soggetti a dare un voto a chi ci circonda.

Lo Sport per Tutti

Ma come si fa a smettere? È più forte di noi, dare giudizi.
Ma ci dev’essere un modo per eliminare le differenze e renderle punti di forza.
Il nostro punto comune – nostro, perché di tutti, comune, perché unisce ogni essere umano – è la reazione similare a determinati stimoli esterni, siano essi il caldo, la fatica, la fame.
Tutti, se toccano una padella bollente, automaticamente ritraggono la mano.
O, se fanno fatica, ansimano.
Tutti, se hanno fame, cercano da mangiare.

Sono le sensazioni fisiche che ci rendono tutti uguali. Ed è sempre uno stimolo esterno interpretabile da tutti allo stesso modo che, reagendo in maniera più istintiva, ha il potere di creare associazioni di idee e di trasmettere al nostro cervello un numero di valori che sarebbero quasi impossibili da spiegare a parole.
Qualche esempio?
La fatica, lo spirito di squadra, il rispetto, la collaborazione, l’impegno, il sacrificio, la competizione, l’emozione.
E ancora: la disciplina, la costanza, la perdita, la vittoria, l’autostima, l’appartenenza, l’integrazione.
Li riconoscete anche voi?
Ebbene sì, sono tutti valori. Sono i valori dello Sport, che trovano terreno fertile nei più svariati contesti.
Vediamone alcuni degni di nota.

Lo Sport come Integrazione sociale nei detenuti

La potenza dello sport sta proprio nei suoi valori impliciti, che educano e rieducano, che stimolano e trasmettono, che nutrono e fanno crescere.
Può lo sport avere anche il potere di ri-educare?
In uno dei contesti più difficili da gestire, la risposta che gli studiosi si sono dati è stata affermativa.
Lo sport diventa così uno strumento di inclusione sociale anche tra i detenuti.
Le carceri, al giorno d’oggi, si fondano tutte su un unico grande principio di base: l’obiettivo della detenzione non dev’essere la mera penitenza, ma la rieducazione.
“Garantire a queste persone attività fisica e motoria diventa allora uno degli aspetti attraverso i quali impedire alla pena di diventare “pura ritorsione sociale”1.

La detenzione spesso è causa o conseguenza di un deterioramento fisico e psichico nella persona che la subisce. Lo sport è stato individuato come risposta attiva a tale problema.
Per questo motivo, anche il CONI ha deciso di creare un progetto chiamato “Sport in carcere” per il recupero dei detenuti, al fine di promuovere attività sportive salutari e che possano insegnare l’autocontrollo, il rispetto, e la disciplina.
L’attività sportiva, avendo il potere di sfogo e di abbassamento di tensione e stress, diventa così anche uno stimolo per una più pacifica convivenza all’interno della struttura.
L’obiettivo è quello di restituire alla società cittadini proattivi, che oltre ad un lavoro interiore e psichico, possano aver imparato valori quali l’autostima, lo spirito di gruppo e l’aiuto reciproco.

Lo Sport come aggregatore sociale in periferie e contesti sfavoriti

La pratica sportiva può anche – anzi, deve – essere intesa anche come strumento educativo e sociale.
Abbiamo già detto più volte che lo Sport è cultura. Perciò, il suo immenso potere va a toccare anche quelle situazioni di difficoltà territoriali che spesso impediscono ai bambini di crescere in un contesto sociale favorevole. Ecco perché lo sport, e nello specifico la figura dell’allenatore, diventano stimoli fondamentali per potersi “staccare” anche da contesti territoriali degradati, trovando nello Sport un ambiente sano, stimolante, ed educativo. Inoltre, lo sport può essere vinto come un grande integratore per tutte quelle minoranze a rischio di emancipazione sociale. Lo sport infatti supera qualsiasi barriera; come si suol dire: per giocare a calcio non bisogna parlare la stessa lingua. Per giocare a basket non serve sapere che tu sia ricco, o povero. Che la tua pelle sia chiara, o scura. A tal proposito, la Società Sport & Salute, ha promosso un progetto denominato: “Sport di tutti – Quartieri” che ha l’obiettivo di creare associazionismo sportivo in quartieri e periferie disagiate, ai fini di promuovere un’educazione allo sport sana, inclusiva, e per tutti.

Lo Sport come inclusione ed insegnamento nelle disabilità

Superare ostacoli. Infrangere barriere. Lo sport ha anche questo potere.
Per tale motivo, il valore aggiunto della pratica sportiva si esprime al meglio nell’inclusione sociale delle persone affette da disabilità psicomotorie.
Non è questione né di volontariato, né di “dare a tutti le stesse possibilità”. O meglio, non solo. La vera mission dello sport, anche e soprattutto in questo delicato contesto, è combattere gli stereotipi negativi, e trasmettere a tutti – ma proprio a tutti – che il termine incapace non esiste.
Ed ecco che lo Spor diventa un’altra preziosissima occasione di imparare:
Alla persona affetta da disabilità, la pratica sportiva e l’allenamento insegnano a dare valore alla propria persona: lo sport migliora la coordinazione, aumenta la forza muscolare, migliora doti quali la comunicazione interpersonale, e causa una generica soddisfazione di sé.
Alla persona non affetta da disabilità, osservare o allenarsi al fianco di chi combatte ogni giorno più di una battaglia, lo Sport insegna l’accettazione. E lo stupore. Lo stupore vero e sincero di chi, limitatamente, vede la magia dello Sport e la bellezza degli esseri umani.

O, nelle parole del brillante Matematico Alan Turing: “A volte sono le persone che nessuno immagina che possano fare certe cose quelle che fanno cose che nessuno può immaginare”

Perciò, Lo Sport salva la vita?
Lo sport salva la vita.

LEGGI ANCHE: Lo Sport come educazione: un allenamento alla vita – LessonBOOM Blog


FONTI:
avviso_sport_di_tutti_quartieri.pdf (sportesalute.eu)
Lo sport come strumento educativo e sociale- Mecs (eticanellosport.com)
SPORT E DISABILITÀ: LO SPORT PER TUTTI | DECATHLON
Sport e inclusione: perché la disabilità non è un ostacolo nello sport (technogym.com)
Il_CONI__e_il_ruolo_sociale_dello_sport.pdf
Quando lo sport diventa veicolo di inclusione sociale | Università Cattolica del Sacro Cuore (unicatt.it)
Lo sport come strumento di inclusione sociale per i detenuti | EPALE (europa.eu)
Lo sport come strumento per l’integrazione (libertasnazionale.it)
Ruolo chiave dello sport come strumento di aggregazione e integrazione. – ENDUchannel

Sport in carcere per il recupero dei detenuti (coni.it)
Sport e integrazione – Panathlon International (panathlon-international.org)

1 Lo sport come strumento di inclusione sociale per i detenuti | EPALE (europa.eu)

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