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La Cerimonia d’apertura delle Olimpiadi

La Cerimonia d’apertura delle Olimpiadi

Siamo ormai agli sgoccioli dell’appuntamento sportivo più importante del globo: le Olimpiadi, con la loro cerimonia d’apertura.
Finalmente, eccole: le tanto agognate Olimpiadi.
Nonostante l’ombra del Covid-19 stia avanzando prepotente tra le fila del villaggio olimpico, è ufficiale: venerdì 23 luglio, alle ore 13 italiane, i giochi olimpici avranno inizio, con la bellissima cerimonia d’apertura, uno dei momenti di maggior prestigio e seguito dell’intera manifestazione.
Ma come funziona la cerimonia di apertura delle olimpiadi?
Lo scopriamo insieme, raccontandovi un po’ di curiosità e storia di un evento a dir poco scenografico.

La cerimonia d’apertura delle Olimpiadi

La cerimonia d’apertura delle Olimpiadi segue un protocollo rigido e molto formale.
Gli organizzatori sono interni al pese ospitante, ma devono rispettare e svolgere un lavoro coadiuvato e costantemente approvato dal CIO.

La storia

Il 1894 fu l’inizio di una nuova era, quella dei Giochi Olimpici moderni, che sarebbero iniziati partendo dal paese dove tutto iniziò, nel lontano 776 d.c.: la Grecia.
Così, i tredici uomini del Comitato che firmarono, decisero che il 1896 avrebbe visto riprendere le Olimpiadi nella città di Atene.
Sempre in quell’occasione, fu redatto anche il motto dei giochi: Citius, altius, fortius (più velocemente, più alto, con più forza)[1].

La cerimonia di apertura avvenne il 6 aprile 1896. Fu questa la prima volta che l’allora Re Giorgio I ufficializzò l’inizio dei giochi con una frase che da allora avrebbe contraddistinto l’inizio dei giochi in ogni paese ospitante, cambiando ovviamente il nome della località designata: “Proclamo aperti i giochi internazionali di Atene”.

A Parigi 1900 invece, in occasione dell’Esposizione universale, le cerimonie di apertura e di chiusura non avvennero. Ricordiamo Parigi 1900 per la prima volta in cui i giochi ospitarono anche alle donne, e per lo svolgimento di sport molto discutibili e mai più riproposti, come il tiro al piccione e il nuoto ad ostacoli. Si decise di tenere le competizioni solo di domenica, e questa scelta, così come quella di annullare la cerimonia di apertura, crearono non poche discussioni e problemi. Sicuramente, parte delle ragioni erano economiche: la Francia aveva infatti deciso di dedicare buona parte del proprio budget all’organizzazione dell’Esposizione, a scapito di quella dell’Olimpiade.

Furono le Olimpiadi di St. Louis del 1904 – anche queste in occasione dell’Esposizione universale – a ridare il vigore necessario alla manifestazione: per la prima volta gli americani introdussero medaglio d’oro, argento e bronzo ai primi tre classificati. E a Londra, nel 1908, potemmo finalmente assistere ad una vera e propria cerimonia d’apertura: le nazioni sfilavano, precedute ognuna dalla bandiera nazionale. Anche qui, le polemiche politiche non mancarono (Ad esempio, la Finlandia, allora sotto il dominio dello zar, che si rifiutò di sfilare dietro la bandiera russa). Ma comunque, da allora la tradizione della cerimonia d’apertura divenne un momento fondamentale all’interno della manifestazione olimpica.

La cerimonia d’apertura oggi

Oggi, come precedentemente citato, la cerimonia d’apertura segue schemi e protocolli ben fissi. La prima parte è essenzialmente un grandissimo spettacolo organizzato dal paese ospitante; un’occasione mediatica incredibile per mettere in scena le proprie tradizioni e i costumi del paese, nella speranza di riuscire a condividere la cultura della nazione che gioca in casa con il resto del mondo.

In seguito alla prima parte, c’è la vera e propria sfilata. Ogni paese sfila con in testa l’atleta designato (detto alfiere) che porta in alto la bandiera della nazione di appartenenza. Il ruolo dell’alfiere è da sempre considerato molto prestigioso, in quanto chi guida la fila è solitamente da considerarsi uno degli atleti di punta dell’intero squadrone nazionale.

L’ordine con cui i paesi sfilano è anch’esso non casuale: la prima a scendere in campo è sempre la Grecia, per ovvi motivi, mentre per ultimo troviamo sempre il paese che ospita i Giochi nell’anno corrente. Le altre nazioni sfilano nell’ordine alfabetico della lingua della nazione ospitante.
Per gli atleti non è obbligatorio prendere parte alla sfilata, nonostante sia fortemente consigliato. Da quest’anno ci sarà un’ulteriore regola, istituita per la prima volta nel 2020: il paese che ospiterà i prossimi giochi sarà sempre il penultimo a sfilare. Altra curiosità: i nomi delle nazionali che sfilano vengono annunciati prima in francese, poi in inglese, e infine nella lingua del paese ospitante.

La torcia olimpica

In seguito a questa parte, il protocollo prevede l’intonazione dell’inno ufficiale delle Olimpiadi, e successivamente gli organizzatori issano la bandiera dei cinque cerchi, ponendola di fianco a quella dello stato ospitante. In seguito, gli alfieri dei vari stati si posizionano tutti vicini in un apposito podio, e viene pronunciato il giuramento olimpico.

Infine, la parte più emozionante, quella della torcia olimpica: la fiamma apparve per la prima volta ai giochi olimpici del 1936, un gesto propagandistico pre-guerra voluto da Hitler in persona. La torcia partì da Olimpia, e una staffetta di corridori si dette il cambio per oltre 3200km, arrivando a Berlino l’1 agosto 1936. Gli organizzatori installarono una campana collegata via radio a tutto il mondo, posta di fianco alla torcia. Al suono di tale campana, iniziò la sfilata olimpica. Dopo la sfilata, finalmente la torcia prende vita. Il tedoforo fa il suo ingresso nello stadio, accende il braciere e quel fuoco rimarrà accesso per tutta la durata delle Olimpiadi.

Ultimo ma non meno importante gesto simbolico fu quello introdotto alle Olimpiadi di Anversa nel 1920.
La tradizione fu quella di liberare piccioni viaggiatori per condividere un messaggio di fratellanza, che con Helsinki 1952 fu sostituito da colombi: dopo aver passato la fiaccola all’ultimo tedoforo, diecimila colombi furono liberati in cielo, in simbolo di pace.

La cerimonia d’apertura di Tokyo2020

I portabandiera italiani saranno due: Jessica Rossi, campionessa di tiro a volo, ed Elia Viviani, ciclista su strada. La portabandiera di quella olimpica sarà invece Paola Egonu, pallavolista italiana selezionata dal CIO. A Giovanni Malagò, Presidente del CONI, è spettato l’onore di comunicarglielo.
L’Italia sfilerà come 18esima delegazione, su 206 totali. Gli atleti italiani che prenderanno parte alle Olimpiadi sono 385, e di questi solo una parte parteciperà alla cerimonia inaugurale.

Grande assente sarà la Russia, i cui atleti sfileranno sotto la bandiera a cinque cerchi nell’ultima parte della parata. La Russia è stata infatti squalificata dalla W in merito allo scandalo doping: l’accusa è quella di aver manomesso e nascosto le prove del “doping di stato” nei laboratori di Mosca. gli atleti potranno dunque partecipare ai giochi, ma come “atleti neutrali”.

E poi via: dal 30 luglio all’8 agosto si terranno le Olimpiadi. Dopo i diciassette giorni di gara, sarà il turno delle Paralimpiadi, dal 24 agosto al 5 settembre.

Le Olimpiadi si potranno seguire sulla Rai o su Eurosport Player.

Siete pronti?
Mettetevi comodi, lo spettacolo sta per cominciare, e ora siete pronti a godervelo davvero.


FONTI:

Tokyo 2020, Paola Egonu porterà la bandiera olimpica alla cerimonia di apertura – Sport (ilgiorno.it)
Tokyo 2020, cerimonia d’apertura: a Paola Egonu bandiera olimpica (adnkronos.com)
Cerimonia Apertura Olimpiadi Tokyo 2021: data e dove seguirla in diretta tv | Zetanews
Cerimonia di apertura dei Giochi olimpici – Wikipedia
Come si svolge la cerimonia di apertura delle Olimpiadi? | Sapere.it
Le cerimonie olimpiche in “Enciclopedia dello Sport” (treccani.it)
Giochi della II Olimpiade – Wikipedia

[1] Le cerimonie olimpiche in “Enciclopedia dello Sport” (treccani.it)

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