L’arrampicata, detta anche Climbing, è uno sport relativamente moderno: ora praticata principalmente in falesia, affonda le sue radici in un alpinismo dapprima rivolto all’esplorazione di territori sconosciuti e considerati inaccessibili. Quali sono le altre differenze tra alpinismo e arrampicata?

Breve storia della disciplina

L’arrampicata, come molti degli sport nati a stretto contatto con la natura, non è nata per mero fine sportivo.
La motivazione che spinse i primi uomini a superare l’ostacolo della montagna e del ghiaccio, fu probabilmente la caccia.
Si hanno notizie di salite a fini di avventura ed esplorazione già dal XIV secolo: fu il poeta Francesco Petrarca a guadagnarsi il nome di primo “poeta alpinista”, compiendo con successo e raccontando poi la sua salita del monte “Ventoso”.
 Tuttavia, al di là di questi episodi sporadici, fino alla fine del Settecento la montagna continuò a rappresentare un territorio pericoloso e privo di risorse.

Inizialmente fu la scienza

Ma nel 1786 avvenne qualcosa di nuovo: fu scalato il Monte Bianco per la prima volta, da un dottore e un cercatore di cristalli.
Vi chiederete – cosa spinse questi uomini, e altri come loro, ad avventurarsi in quei posti sconosciuti e ostici?
Inizialmente, fu la scienza. Misurare temperature, pressioni, scoprire cosa significasse ritrovarsi a quelle altitudini e verificare se si potesse sopravvivere ad una notte sul ghiacciaio.
Poi, quando si scoprì che la natura non era poi così fatale, le esplorazioni aumentarono e divennero una parte sempre più importante del turismo alpino (un turismo comunque di pochi ed esperti scalatori). Nel giro di poche decine di anni, vennero così scalate tutte le principali vette alpine.

Poi fu Alpinismo

Nella seconda metà dell’800 vennero creati i primi Club alpini.
E così, dall’inizio del ‘900, le cime principali si dividevano tra le aguzze e slanciate cime dolomitiche e quelle dei massicci calcareiaustriaci. Fu in questi anni che alcuni scalatori decisero di dare più importanza allo stile di salita, piuttosto che al raggiungimento della cima: non importava più solo se arrivavi in cima, ma lo stile con cui lo facevi. Precursore di tale ideologia fu Paul Preuss, che rinunciò a tutti gli strumenti che fino ad allora servivano ad aiutare e assicurare la salita degli esploratori. Egli rinunciò persino alla corda di assicurazione, cosa che gli costò la vita in seguito ad una caduta.
In generale però, nel giro di qualche anno vennero ammessi e accettati maggiormente alcuni sostegni e appigli, come chiodi e corde.

Infine, fu Sport

Man a mano che le vette venivano raggiunte e scalate, iniziò una sorta di competizione tra stati: in seguito alla disfatta della prima guerra mondiale infatti, austriaci e tedeschi svilupparono una mentalità fortemente nazionalista. E anche in Italia, con l’avvento del fascismo, l’arrampicata divenne metafora della superiorità razziale e del dominio di una popolazione sulle altre.
La connotazione sportiva divenne sempre più chiara, e alle Olimpiadi del 1932 fece la sua comparsa anche l’Apinismo.

Il Free Climbing

Negli anni ’70 invece, iniziarono le influenze dagli States, e si diffuse una mentalità per la quale l’arrampicata libera doveva essere sinonimo di libero arrampicare, ossia l’uomo al centro della natura, senza costrizioni né percorsi fissi. In una parola: libertà d’espressione.
Arrivò così il Free Climbing, l’arrampicata libera.
Questo tipo di arrampicata comporta comunque l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale a garanzia della propria sicurezza.
Ideali sono le pareti di granito, su cui è più facile trovare appoggi e appigli per mani e piedi.
Nel 1975, in Inghilterra, un americano free climber ( e anche un po’ Hippy) fondò la prima palestra di arrampicata in Europa, per diffondere la scalata libera.

L’arrampicata come sport

L’arrampicata sportiva come la conosciamo oggi, possiamo dire che nacque nel 1985, i più abili scalatori si sfidarono in Valle Stretta a Bardonecchia, per eleggere chi fosse il piú forte in parete[1].
La differenza principale tra alpinismo e arrampicata è che con arrampicata si intende la salita su roccia che avviene su piccole pareti (di solito di fondovalle) che non necessariamente portano ad una cima.
Invece, con alpinismo si intende un’attività prettamente in ambiente montano con il fine di raggiungere una cima attraverso il superamento di una serie di ostacoli (altezza, ghiaccio, neve…).
Quindi l’arrampicata è uno sport piuttosto giovane, oggi tra i più praticati in montagna. Esistono numerose tipologie di arrampicata, e tutte implicano una buona dose di concentrazione, forza, equilibrio, e tanta passione.

1. Arrampicata Artificiale

L’arrampicata artificiale è una disciplina molto tosta e difficile: prevede la salita su pareti di ghiaccio o roccia per mezzo di attrezzi e strumenti. Si rifà al vecchio stile dell’arrampicata, quando l’obiettivo non era tanto il “come” ma il fino a che punto si riusciva a salire.

2. Arrampicata Sportiva

L’arrampicata sportiva avviene in falesia, ed è la forma più praticata e diffusa. Le vie che si percorrono sono già segnate e dotate di appigli e attrezzature fisse nella roccia. Le falesie di questo tipo sono molto “popolari”, e già attrezzate: una volta arrivati in cima poi, ci si cala e si provano altre vie.

3. Boulder

Insieme all’arrampicata sportiva, “l’arrampicata su massi” è la disciplina più praticata, specialmente negli ultimi anni. Nato come allenamento per la falesia, si è poi sviluppato a sé, ed è oggi considerato molto divertente e intenso: i movimenti e i passaggi richiedono molta forza ed elasticità. Il Bouldering non prevede l’uso di alcuna assicurazione.

4. Arrampicata Indoor

Dagli anni ’80, anche l’Italia inizia a diventare patria del “nuovo modo di arrampicare”. Le palestre di arrampicata nascono per permettere agli atleti di allenarsi costantemente, ma non solo: sono anche un ottimo luogo di aggregazione, dove esperti e appassionati possono scambiarsi tecniche e consigli, e dove anche i più piccoli possono imparare le basi dell’arrampicata.

Finalmente, le Olimpiadi

Insomma, l’Arrampicata sportiva è uno sport a tutto tondo: incrementa la forza, l’equilibrio, e richiede molta tecnica e allenamento.
E quest’anno finalmente il riconoscimento che questa disciplina si merita: è stata ufficialmente inserita nel programma olimpico di Tokyo 2021.
Franco Carraro, relatore per la Commissione del CIO, riguardo all’Arrampicata Sportiva ha detto: “Si tratta di uno sport che rappresenta una forte e coesa comunità, soprattutto di giovani, in grado di utilizzare e maneggiare le nuove forme di comunicazione”[1].

L’Italia Team non vede l’ora di partecipare, cosicché finalmente anche gli atleti di Arrampicata potranno dimostrare il loro valore nella competizione più importante di sempre.
Perché l’arrampicata è questo: uno sport la cui vittoria è sempre e solo una questione personale.
Non ci sono premi, né medaglie. Non c’è una folla che applaude e nemmeno un calcio d’inizio.

Ci sei solo tu, la tua roccia, e il cielo.

“La mia casa è quassù fra lo sconfinare delle vette e i racconti del vento…
La mia casa è quassù fra le altere pareti e misteriosi silenzi…
La mia casa è quassù fra garrule acque e dolcissimi ricordi.
Qui sono io, qui è la mia casa, qui sono le mie montagne. “
(Antonella Fornari)

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FONTI:
Arrampicata – Wikipedia
La storia dell’arrampicata sportiva | Sport Magazine
Alpinismo – Wikipedia
Federazione Arrampicata Sportiva Italiana – Storia (federclimb.it)
Arrampicata libera: cos’è il free climbing – Allmountainsite
Arrampicata Sportiva – Origini – Wikisport
Che cos’è il bouldering? – la Repubblica

[1] L’arrampicata sportiva alle Olimpiadi di Tokyo 2020 | Sestogrado

[1] Arrampicata Sportiva – Origini – Wikisport